Medale - Taveggia

Schede primarie

Medale - Taveggia

La Corna Medale
Difficoltà: 
VII+ (V+ e A1.)
Sviluppo: 
300 m
Gruppo Montuoso: 
Grigne
Località di Partenza: 
Laorca (LC)
Quota di Partenza: 
440 m
Quota di attacco: 
600 m
Quota di vetta: 
1029 m
Avvicinamento: 
30'
Tempo di salita: 
5 h
Tempo di discesa: 
1 h
Esposizione: 
Sud-Est
Tipo di roccia: 
Calcare
Periodo: 
Primavera, autunno e inverno
Data ripetizione: 
27/03/2019
Attrezzatura e materiale: 

Via attrezzata a fittoni resinati e chiodi, utile una serie di friends fino all’ #1 BD.

Descrizione avvicinamento: 

Dal parcheggio del cimitero di Laorca, seguire una stradina in discesa che porta alla piazza della frazione e da qui prendere un’altra stradina con indicazioni del sentieri 56 e 58. Seguire la stradina cementata costeggiando il cimitero fino ad arrivare al rifugio Medale, qui prendere una traccia che taglia nei prati e in breve ci porta alla strada che costeggia le reti paramassi. Salire per la strada fino alla baita del Pastur dove un cartello in legno che indica Medale, seguire il sentiero e al bivio tenera la sinistra prendendo il sentiero che costeggia la parete; al bivio successivo tenere la traccia che sale sotto la parete, costeggiarla fino a trovare la scritta rossa con il nome della via.

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro: Salire un diedrino fino alla pianta e poi proseguire tendendo aa sinistra per placche e risalti fino alla sosta. III+.
  • 2° tiro: Salire il diedro a sinistra della sosta e poi spostarsi a sinistra e salire per placca fino alla sosta. IV+.
  • 3° tiro: Salire a sinistra della sosta per fessure e blocchi fino ad un alberello. Sfruttandolo si rimonta il muretto fino alla cengia di sosta. IV+.
  • 4° tiro: Scalare il diedro molto unto sopra alla sosta fino a rimontare un tettino, dopo spostarsi a sinistra e per fessure e placchette salire fino sotto ad un tettino e con uno spostamento verso sinistra si arriva alla sosta. VI+ (V+ e A0).
  • 5° tiro: Superare il diedrino a sinistra della sosta e proseguire poi per rocce più rotte obliquando verso destra sino alla sosta su resinati (non andare alla sosta a spit sulla destra). IV.
  • 6° tiro: Dritti sopra la sosta per diedrini e fessure fino alla sosta successiva. V.
  • 7° tiro: Spostarsi a sinistra e salire la fessura/diedro fino sotto agli strapiombi, superare la prima fascia e scalare la placca a gocce soprastante fino ad un secondo strapiombo che si vince con movimenti intensi (chiodatura lunga in uscita) giungendo in sosta. VII+ (V+ e A1).
  • 8° tiro: Traversare a destra su cengia per una decina di mentre e ad un grosso chiodo salire dritti per rocce rotte fino ad un muretto verticale con numerosi chiodi, vincerlo osticamente e salire il diedro verticale fino ad uscire su di un pulpito sulla sinistra dove si sosta. VII (V e A1). 
  • 9° tiro: Superare l’unto diedro sopra la sosta, spostarsi nel diedro d destra salirlo fino a quando permette di uscire a destra un terzo diedro ammanigliato che porta a una sosta su pulpito. VI- (Ve A0).
  • 10° tiro: Salire il canale erboso e per risalti rocciosi arrivare in cima alla parete dove inizia il sentiero di discesa. Sostare su albero. III.
Discesa: 

Dall’arrivo della via seguire il sentiero che scende ripido con tratti attrezzati fino a incontrare il sentiero n° 56 che seguito in discesa porta al percorso seguito per l’avvicinamento.

Primi salitori: 
Marini G., Pedroni C., Nardella T., 1968.
Ripetizione di: 
Luigi Mauri e Caterina Sala
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.