Pala del Rifugio - Frisch/Corradini

Schede primarie

Pala del Rifugio - Frisch/Corradini

Difficoltà: 
VI-/V+
Sviluppo: 
720m
Gruppo Montuoso: 
Pale di San Martino
Località di Partenza: 
Malga Canali
Quota di Partenza: 
1300m
Quota di attacco: 
1800m circa
Punti di appoggio: 
Rifugio Treviso
Quota di vetta: 
2394m
Avvicinamento: 
1h 10'
Tempo di salita: 
8-10h
Tempo di discesa: 
circa 2h fiino al rifugio poi 30'
Esposizione: 
Nord Ovest
Tipo di roccia: 
Dolomia
Periodo: 
Estate
Data ripetizione: 
13/08/2022
Attrezzatura e materiale: 

Via dolomitica con pochi chiodi ma soste sempre buone. Portare una serie completa di friend fino a N°3 BD. Martello e chiodi non necessari ma attenzione che non è sempre facile orientarsi, potrebbero venire utili in caso di emergenza.

Descrizione avvicinamento: 

Da Fiera di Primiero seguire la strada per il passo Cereda ad un tornante imbccare la bellissima Val Canali. Una volta giunti al ristoro Cant del Gal, imboccare la strada che a destra porta a Malga Canali fino a raggiungere un parcheggio poco prima di una stranga dove si lascia l'auto.

Proseguire a piedi sulla strada sterrata fino all'indicazione per il rifugio Treviso, qui attraversare un ponticello e prendere il sentiero che porta al rifugio. Seguire lungamente il sentiero e all'ultimo tornate prima del rifugio tenere la sinistra.

Seguire il sentiero, oltrepassare la piazzola per l'elicottero, proseguire fino a incontrare un ghiaione. Giunti ad esso salire sul suo lato destro e, pochi metri prima di raggiungere le prime rocce, prendere una traccia sulla destra che costeggia la parete; seguirla finoa giungere al grosso ometto sotto delle placche nere dove attacca la via.

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro: dritto sopra l'ometto per placche nere con tratti disturbati dall'erba ma ricchi di clessidre fino a quando dopo circa 30m risulta logico uscire a destra in una conca erbosa. V+45m.
  • 2° tiro: pochi metri sopra la sosta si passa uno strapiombino con lametta, traversare nettamente a destra per 8/10m fino a raggiungere un chiodo. Proseguire ora dritti fino ad un cordone dal quale si ritorna a sinistra a prendere un diedro al termine del quale sulla sinistra vi è la sosta. V; 45m.
  • 3° tiro: lunga diagonale a sinistra oltre uno spigolo e proseguire per facili diedrino fino alla sosta. IV; 55m.
  • 4° tiro: traversare a destra a prendere un diedrino, seguirlo per circa 8m per poi uscirne a sinistra e proseguire sino alla sosta sotto un pilastrino che forma un diedro giallastro. V-; 35m.
  • 5° tiro: Salire il diedro formato dal pilastro fino a uscire alla sosta su terrazzino. V; 20m.
  • 6° tiro: Noi abbiamo seguiro una variante. Salire il bel muro nero a piccole prese fino a uscire su terreno più facile. Proseguire ora per placche lavorate subito a destra del filo dello spigolo fino a una sosta su tre chiodi vicini, in una fessura leggermente sulla sinistra. VI-; 50m.
  • 7° tiro: abbastanza dritto fino a uno spuntone, traversare ora verso sinistra passando sotto un tettino e proseguire per diedrini e lame con roccia un po' dubbia fino a sostare sotto una fessura. IV+; 55m.
  • 8° tiro: Salire la bella fessura fino a entrare in un ampio diedro dove sfruttando la faccia di sinistra si raggiunge la sosta. V+; 55m.
  • 9° tiro: proseguire per rocce rotte fino a prendere la fessura che sale in diagonale verso sinistra (non la prima fessura di destra ma quella subito a sinistra). Proseguire per essa fino a superare due strapiombi, l'utimo dei quali con chiodo e passo molto atletico. La sostra e poco sotto a dei tetti rossi. V+; 55m.
  • 10° tiro: Traversare a sinistra e salire il bel muretto verticale con clessidre cordonate fino a rimontare ed entrare in un diedro, raggiungere un chiodo e da qui traversare a destra sotto un tettino, raggiungere un altro chiodo da cui si sale per fessura e poi ci si sposta a sinistra per sostare su due clessidre ed un chiodo. V+; 35m.
  • 11° tiro: rientrare nella fessura di destra (chiodo), rimontare lo strapiombo, proseguire superando altri strapiombini fino ad arrivare su di una rampa ascendente verso sinistra (chiodo), seguirla sino ad uscire sulla cengia detritica (sosta su spuntone). V+; 45m.

​Qui finisce la via, occorre proseguire e uscire in cima per lo spigolo Castiglioni Detassin.

  • 12° tiro: traversare la cengia detritica e sostare su grossa clessidra con cordone. I; 30m.
  • 13° tiro: rimontare sopra il clessidrone e traversare a destra cerecando il terreno più facile ed erba. Tornare a sinistra con passi più atletici fino sul filo della spigolo, dove si segue un canalino detritico e si sosta su spuntone al suo termine subito sotto un bel muro con strapiombo. IV; 40m.
  • 14° tiro: dalla sosta spostarsi a sinistra un paio di metri e salire il bel muro lavorato e ricco di clessidre dino a raggiungere la sosta. IV+; 45m.
  • 15° tiro: leggermente a sinistra della sosta fino a una fessura camino, ostico e anche un po' "unto". Seguire la fessura e proseguire con arrampicata atletica fino a uscire su comoda cengia dove si sosta su clessidre su muro rosso. V; 45m.
  • 16° tiro: spostarsi a destra sulla cengia e attaccare la bella parete grigia verticale ricca di clessidre, vincere un primo strapiombino sulla sinistra e proseguire fino sotto un altro strapiombino rossastro che si evita sulla destra con passaggio molto aereo; proseguire ora con arrampicata sempre atletica fino alla piccola cengia di sosta. attenzione agli attriti. V; 50m.
  • 17° tiro: rimontare un murettino e proseguire per terreno sempre più semplice fino a quando spiana. Proseguire attraversando un intaglio e  risalire la parete sull'altro lato uscendo in vetta. Sosta su spuntone. II e passi di III; circa 120m.
Discesa: 

La discesa è lunga e complessa, quasi tutta in arrampicata con passi di II sempre molto esposti Si incontrano anche radi spit sui passaggi più esposti o umidi. Il percorso è sempre segnalato da numerosi bolli rossi.

Dalla cime seguire la crestina verso il Sass d'Ortiga in direzione est. Scendere un primo tratto in un canalino e seguire, con passi esposti, le tracce che conducono ad una forcella. Risalire ora una guglia con passaggi facili ma molto esposti. Poco prima della cima di questa guglia si passa dal versante dalla valle delle Mughe, che si era seguito fin ora, al versante del vallone di Sant'Anna. Scendere ora qualche metro e continuare a traversare tra sali e scendi esposti fino alla forcella sotto il Sass d'Ortiga.

Passare sotto un grosso masso e scendere per canalino, continuare per cengia esposta fino a rimontare una forcelletta che porta ad un tratto attrezzato (meglio vincolarsi con un cordino). Passare il tratto attrezzato e proseguire sempre per cengie esposte fino alla forcella delle Mughe, qui prendere a destra scendendo il vallone delle Mughe fino al rifugio Treviso e per il sentiero di avvicinamento si torna all'auto.

Primi salitori: 
H. Frisch & P. Corradini, 1967
Ripetizione di: 
Mauri Luigi e Paola Malacarne
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.