Pizzo Badile - Spigolo Nord

Schede primarie

Pizzo Badile - Spigolo Nord

Difficoltà: 
V
Sviluppo: 
1000 m
Gruppo Montuoso: 
Masino Bregaglia
Località di Partenza: 
Bondo
Quota di Partenza: 
850 m
Quota di attacco: 
2590 m
Punti di appoggio: 
Rifugio Sasc Furä
Quota di vetta: 
3308 m
Avvicinamento: 
4h fino al rifugio poi 2h fino all'attacco
Tempo di salita: 
7-8 h
Tempo di discesa: 
2h le doppie, 45 min fino al rifugio poi 2h fino ai bagni
Esposizione: 
Nord
Tipo di roccia: 
Granito
Periodo: 
Estate
Data ripetizione: 
11/07/2022
Attrezzatura e materiale: 

Normale dotazione alpinistica per l’ascensione.

Due mezze corde da 60 m, una decina di rinvii, una serie di Friends e una scelta di Dadi. In via qualche chiodo e spit, le soste sono attrezzate a spit con catena e anello di calata.

Descrizione avvicinamento: 

Raggiungere il piccolo paesino di Bondo in val Bregaglia, da li risalire alla località “Crot Alt“ che si raggiunge tramite unastrada sterrata posta sopra l’abitato di Bondo, proseguire fino al divieto dove è possibile parcheggiare la macchina. Risalireper la strade sterrata fino a quando il sentiero devia verso destra risalendo nel bosco, raggiungendo le baite di Cugian(1390 m) e Luvartigh (1556 m). Si prosegue su sentiero sempre ben segnalato con bolli bianchi e rossi fino ad una deviazionesulla sinistra, palina in loco, che indica il rifugio Sasc Furä. Da qui in poi il sentiero è segnalato con bolli bianchi eazzurri, attraversa varie parti nel bosco attrezzate con catene e gradini in metallo fino a dove il bosco si dirada, in corrispondenzadi un pendio detrittico che scende dal Pizzo della Trubinasca. Si rilase interamente il pendio fino a quando ilsentiero devia verso sinistra, per perdere quota e rientrare nel bosco che in breve tempo conduce al rifugio Sasc Furä. Dietro il rifugio parte una traccia che per per boschi e placconate di granito conduce allo spigolo Nord del Badile, già benvisibile dal rifugio (Svariati ometti presenti sul tracciato). Si risale completamente fino a raggiungere un canale che sulle placche granitiche conduce al colletto (2590 m), corda fissa in loco.

Da quota 2590 con alcuni passi su facili rocette si sale verso lo spigolo fino a una terrazza, dove è possibile legarsi comodamente.

Descrizione itinerario: 

Si percorrono i primi due tiri da 50m che portano sullo spigolo vero e proprio e poi seguono diversi tiri sul filo dello spigolo con difficoltà che variano tra il III e il IV.

Raggiunta una zona con dei grossi massi precari, si procede sulla sinistra rimanendo sul filo dello spigolo, quindi, raggiunta la sommità della frana, si traversa a destra.

Continuare ora a salire con divertente arrampicata sullo spigolo fino al grosso masso staccato ben visibile poco oltre la metà della via. Raggiunto il masso, si aggira il crollo traversando verso destra tra delle lame e poi si prosegue in verticale fino alla placca nera che presenta difficoltà di V.

Superata la placca ben chiodata con fix e chiodi, si torna sul filo dello spigolo. Si prosegue ancora con difficoltà uniformi tra il terzo e il quarto fino a quando lo spigolo si abbatte.

Giunti in prossimità della vetta si supera un passo in disarrampicata (chiodo precario con cordino) che porta a un terrazzo. Leggermente più in basso sulla sinistra (lato orientale) è visibile una cengia ascendente che porta a delle roccette e quindi alla vetta dove è presente il memoriale a Valsecchi e Molteni.

Discesa: 

Ci sono varie possibilità di discesa dalla vetta:

- Scendere per la via normale sul versante italiano, raggiungere il rifugio Gianetti e scendere fino ai Bagni di Masino.

- (Non verificata) Scendere per la via normale sul versante italiano, risalire al passo del Porcellizzo (2862 m), attraversare il ghiacciaio in alta val Codera e risalire al passo della Trubinasca (2717 m), scendendo si incontra il sentiero che verso destra riporta al Sasc Furä, mentre verso sinistra riporta a Bondo.

- (Non verificata) Scendere in corda doppia con una lunga serie di calate dallo spigolo nord, soluzione da noi non verificata ma da tutti sconsigliata per l’alto rischio di incastro corde, la possibilità di trovare molte cordate in salita, e la lunghezza della discesa.

Dall’ obelisco di vetta si scende per qualche metro in uno stretto camino e si segue l’evidente sentiero della normale.

Arrivati nei pressi di un camino/canale si incontra un primo anello cementato dove è possibile calarsi per circa 40 metri fino al sentiero che si segue nuovamente fino ad arrivare ad un altro anello cementato.

Da qui ci sono 2 possibilità, continuare per la normale con varie calate e discesa per detriti (discesa da noi non seguita) oppure cercare una sosta a spit con anello di calata su un terrazino pochi metri a destra (faccia a valle).

- 1° calata: nel canale per circa 45/50 m, la sosta successiva è posta su di un risalto roccioso sulla sinistra (faccia a valle) sempre all’interno del canale stesso.

- 2° calata: scendere per qualche metro nel canale fino a quando è possibile uscire sulla sinistra (faccia a valle) in piena parete, la sosta successiva si trova dopo 45/50 m totali di calata.

- 3° e 4° sono lineari sulla parete con lunghezza sempre sotto i 50 mt,

- 5° calata da 60 mt che porta direttamente in cima al nevaio posto alla base della parete. Durante la nostra ripetizione il nevaio era assente, per questo motivo abbiamo reperito una sosta predisposta su uno spuntone poco sotto l'ultima a spit. Questa sosta è attrezzata con cordini e moschettone che consente di arrivare alla base della parete.

Da qui si traversa verso sinistra (faccia a valle) fino a reperire la traccia che porta al rifugio Gianetti. Dal rifugio seguire l’evidente sentiero n. 21 che conduce ai Bagni di Masino (1172 m) in Val Masino.

Primi salitori: 
W. W. Granham, Alphonse Payot ed Auguste Cupelin
Ripetizione di: 
Fede Mariani e Luigi Maspero
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.